

Dal 24 al 26 settembre si è tenuto il workshop promosso dal progetto “GREEN EU” e finanziato dal programma CERV, dedicato al ruolo dell’Economia Circolare (EC) nel raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità globale. L’evento ha coinvolto esperti e partecipanti in una riflessione approfondita sulle opportunità e le sfide di questo modello, evidenziandone il contributo agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs), tra cui il consumo responsabile (SDG 12), l’azione per il clima (SDG 13) e l’innovazione industriale (SDG 9).
La prima giornata, il 24 settembre, ha introdotto l’EC come alternativa sostenibile al modello lineare “take-make-dispose”. Si è discusso di come l’EC miri a eliminare gli sprechi e a ridurre l’inquinamento fin dalla progettazione dei prodotti, prolungando il loro ciclo di vita attraverso riparazione, riuso e riciclo, e promuovendo la rigenerazione dei sistemi naturali. Attraverso esempi concreti, come l’iniziativa di riciclo dei mobili di IKEA, il programma Worn Wear di Patagonia e il sistema di illuminazione circolare di Philips, sono stati dimostrati i vantaggi di questo approccio. L’EC non solo riduce l’impatto ambientale, ma stimola anche nuovi modelli di business, crea occupazione e favorisce comportamenti di consumo responsabile. Tuttavia, si è riconosciuto che le sfide da affrontare, come i costi iniziali elevati e la mancanza di infrastrutture adeguate, richiedono politiche governative mirate e un maggiore coinvolgimento delle comunità.
Il 25 settembre ha approfondito il ruolo dei modelli di business circolari (CBM) per ridurre lo spreco di risorse e promuovere la sostenibilità. È stato evidenziato come questi modelli puntino a estendere la durata dei prodotti attraverso un design più durevole, riparabile e riciclabile, riducendo così la dipendenza da materie prime vergini e contribuendo a mitigare il cambiamento climatico. Durante un’attività interattiva, i partecipanti hanno progettato iniziative circolari per settori specifici, come moda, elettronica e costruzioni. Tra le proposte emerse, si sono distinte idee per la progettazione modulare dei prodotti e programmi di restituzione per il riciclo. Questo ha dimostrato come la collaborazione e l’innovazione possano superare le difficoltà iniziali e portare benefici ambientali ed economici concreti.
Nel pomeriggio, si è discusso di tecnologie emergenti per la transizione verso città circolari, considerate esempi pratici di sostenibilità urbana. Un caso studio su Copenhagen ha mostrato come le città possano affrontare i cambiamenti climatici, trasformando le sfide in opportunità per migliorare la qualità della vita urbana. I partecipanti hanno poi simulato il coinvolgimento di stakeholder in un processo di trasformazione circolare, sviluppando soluzioni condivise per problemi legati a traffico, inquinamento e scarsità di spazi verdi.
La giornata conclusiva, il 26 settembre, si è concentrata sul ruolo del consumo responsabile e delle politiche necessarie per sostenere la transizione. Sono stati analizzati regolamenti come la Direttiva sul Diritto alla Riparazione e la Direttiva sulle Plastiche Monouso, oltre al Piano d’Azione per l’Economia Circolare dell’UE. È stata sottolineata l’importanza della consapevolezza dei consumatori, che possono guidare la domanda di prodotti sostenibili grazie a campagne educative e incentivi finanziari. Si è concluso ribadendo che la transizione verso l’EC richiede la collaborazione tra governi, imprese e cittadini per superare le sfide e costruire un futuro più sostenibile.
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