

Il quinto obiettivo di Sviluppo Sostenibile riguarda la parità di genere. Per arrivare al punto di dover garantire la parità genere, è stata necessaria una presa di coscienza, a livello internazionale, su come le donne siano state assoggettate e vengono tuttora trattate in maniera diseguale all’interno dalla società. Vietare alla metà della popolazione mondiale di sviluppare le proprie potenzialità significa arretrare lo sviluppo delle comunità.
Fin dagli obiettivi del Millennio, in maniera complessiva, alcuni sviluppi sono stati portati avanti come l’aumento delle studentesse tra i banchi, riduzione dei matrimoni forzati e aumento del numero delle donne in incarichi politici e istituzioni, come è stato visto durante la gestione della crisi sanitaria in alcuni paesi. Rimangono tuttavia diverse sfide da affrontare tra cui: leggi discriminatorie, norme sociali escludenti e la violenza sessuale, fisica, psicologica ed economica. L’importanza di giornate mondiali come il 25 novembre si riflette anche in questo, in quanto il tema di quest’anno di Orange the World era proprio quello che di incentivare delle politiche multidimensionali per combattere la violenza di genere su tutti i fronti.
I target segnalati per raggiungere questo obiettivo, riflettono la necessità di portare questo obiettivo a termine in quanto la parità politica, economica e sociale è fondamentalmente per il compimento dei 17 obiettivi previsti.
5.1 Porre fine ad ogni forma di discriminazione nei confronti di donne e ragazze;
5.2 Eliminare ogni forma di violenza nei confronti di donne e bambine, sia nella sfera privata che in quella pubblica, compreso il traffico di donne e lo sfruttamento sessuale e di ogni altro tipo;
5.3 Eliminare ogni pratica abusiva come il matrimonio combinato, il fenomeno delle spose bambine e le mutilazioni genitali femminili;
5.4 Riconoscere e valorizzare la cura e il lavoro domestico non retribuito, fornendo un servizio pubblico, infrastrutture e politiche di protezione sociale e la promozione di responsabilità condivise all’interno delle famiglie, conformemente agli standard nazionali;
5.5 Garantire piena ed effettiva partecipazione femminile e pari opportunità di leadership ad ogni livello decisionale in ambito politico, economico e della vita pubblica;
5.6 Garantire accesso universale alla salute sessuale e riproduttiva e ai diritti in ambito riproduttivo, come concordato nel Programma d’Azione della Conferenza internazionale su popolazione e sviluppo e dalla Piattaforma d’Azione di Pechino e dai documenti prodotti nelle successive conferenze;
5.a Avviare riforme per dare alle donne uguali diritti di accesso alle risorse economiche così come alla titolarità e al controllo della terra e altre forme di proprietà, ai servizi finanziari, eredità e risorse naturali, in conformità con le leggi nazionali;
5.b Rafforzare l’utilizzo di tecnologie abilitanti, in particolare le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, per promuovere l’emancipazione della donna;
5.c Adottare e intensificare una politica sana ed una legislazione applicabile per la promozione della parità di genere e l’emancipazione di tutte le donne e bambine, a tutti i livelli.
Gli effetti della pandemia da COVID-19 hanno portato ad un regresso dei progressi attuati fino al 2019, sottolineando ulteriormente le discriminazioni delle donne e ragazze nei diversi ambiti e in tutto il mondo. Secondo le Nazioni Unite, quasi il 60% delle donne lavoravano nel settore informale e la pandemia le ha messe in difficoltà: da una parte, correvano il rischio di prendere il virus andando al lavoro nei Paesi che non hanno promosso la chiusa totale; dall’altra, le misure di contenimento del virus che hanno previsto il lockdown, le hanno rese disoccupate. Sulla questione del confinamento è d’obbligo sottolineare che il numero delle violenze sulle donne, all’interno delle mura domestiche, è aumentato in quanto molte si sono trovate chiuse dentro casa con i loro aguzzini.
Il rapporto tra l’Europa e l’obiettivo 5 si basa sulla strategia Gender Equality elaborata dalla Commissione Europea attualmente presieduta da Ursula von der Leyen, Il documento rilasciato quest’anno si chiama Un’Unione dell’uguaglianza: la strategia per la parità di genere 2020-2025 nel quale si lamenta il fatto che nessuno Stato membro abbia raggiunto la piena parità di genere e i progressi su questo tema vanno a rilento. Nel report del 2019 sull’indice di uguaglianza di genere all’interno dei confini europei, gli Stati membri hanno ottenuto in media 67,4 punti su 100, migliorando soltanto di 5,4 punti il punteggio dal 2005 ad oggi.
Per quanto riguarda l’Italia, il report dell’Istat sugli SDGs 2020, segnala che i femminicidi commessi nel 2018 sono stati 113 (10 in più rispetto al 2017). Nell’80% dei casi i colpevoli conoscevano intimamente la vittima: partner, ex partner e familiari. Rispetto al 2017, i casi sono aumentati di circa 7 punti percentuali (era il 72,4% nel 2017). Il 55,2% delle donne di età 25-49 anni con figli da 0-5 anni, si trova occupata, mentre la percentuale di donne senza figli è nettamente superiore (74,3%).
L’Alleanza Italiana per lo Sviluppo (ASviS), monitora annualmente i progressi dell’Italia nei confronti dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile e quest’anno ha analizzato i decreti emanati in risposta alla pandemia. Nel “Decreto Rilancio”, sono stati messi a disposizione 3 milioni di euro in modo da contenere gli impatti del Covid-19 sulle donne colpite dalla pandemia e agevolare i percorsi di autonomia di empowerment delle donne vittime di violenza e in condizione di povertà. In più, sono stati stanziati 4 milioni di euro per la costruzione di uno speciale programma di assistenza volto a garantire assistenza legale, psicologica e sanitaria e sociale alle donne vittime di omofobia.
Con il “Decreto Cura Italia” è stato previsto un congedo straordinario di 15 giorni al 50% di retribuzione per le famiglie che nel periodo di chiusura delle scuole di ogni ordine e grado hanno dovuto gestire da sole la cura dei figli. Il “Decreto Rilancio” ha sanato una disparità lavorativa delle lavoratrici domestiche come le colf, badanti e babysitter, attività svolte principalmente dalle donne. Complessivamente, per tutti i lavoratori della categoria, esclusi dalla Cassa integrazione disponibile solo per i lavoratori dipendenti, è stata introdotta un’indennità di 500 euro per aprile-maggio 2020.
Infine, secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Istat che prendono in considerazione le conseguenze della pandemia, il tasso di occupazione femminile nel secondo trimestre 2020 è diminuito rispetto allo stesso periodo del 2019 (2,2%), contro i 1,6% degli uomini, sottolineando ulteriormente l’impatto della crisi sulle donne nel mondo del lavoro.
In conclusione, questo obiettivo riguarda metà della popolazione mondiale che da secoli è stata soggiogata ad un dominio prettamente maschile e machista da ogni singolo punto di vista. È di fondamentale importanza sottolineare che parliamo di pari opportunità nella crescita economica, sociale, culturale, sanitaria e personale delle donne. L’empowerment femminile non dovrebbe far paura a nessuno perché non è una gara, un prevalere sugli uomini, ma far risorgere il diritto delle donne di sviluppare le proprie potenzialità.
Per ulteriori informazioni:
UN – Economic and Social Council: Progress towards the Sustainable Development Goals
European Commission – Equality between women and men
European Institute for Gender Equality
Rapport ASviS 2020 L’Italia e gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile