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La sfida dell’energia pulita e accessibile

La sfida dell’energia pulita e accessibile

Il settimo obiettivo riguarda l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni. A livello internazionale, ci si è resi conto che è insostenibile e dannoso per il pianeta l’utilizzo di combustibili fossili. L’energia rinnovabile è molto più affidabile, economica e efficiente. Implementando quindi l’energia pulita è possibile intervenire sul cambiamento climatico, il quale minaccia costantemente la vita del pianeta.

I target da raggiungere per il 2030 sono:

7.1   Garantire l’accesso a servizi energetici che siano convenienti, affidabili e moderni;

7.2   Aumentare la quota di energie rinnovabili nel consumo totale di energia;

7.3   Raddoppiare il tasso globale di miglioramento dell’efficienza energetica;

7.a  Accrescere la cooperazione internazionale per facilitare l’accesso alla ricerca e alle tecnologie legate all’energia pulita – comprese le risorse rinnovabili, l’efficienza energetica e le tecnologie di combustibili fossili più avanzate e pulite – e promuovere gli investimenti nelle infrastrutture energetiche e nelle tecnologie dell’energia pulita;

7.b  Implementare le infrastrutture e migliorare le tecnologie per fornire servizi energetici moderni e sostenibili, specialmente nei paesi meno sviluppati, nei piccoli stati insulari e negli stati in via di sviluppo senza sbocco sul mare, conformemente ai loro rispettivi programmi di sostegno.

            Secondo le Nazioni Unite, nel suo documento Progress towards the Sustainable Development Goals, a livello internazionale sono stati fatti dei progressi ma ancora ci sono milioni di persone che non hanno accesso all’energia pulita. La pandemia ha sottolineato l’importanza di avere, nei centri medici, un’energia affidabile e conveniente per rispondere alle necessità sanitarie della popolazione locale. Ovviamente, questa carenza ha influito negativamente sulla risposta di determinati paesi nell’affrontare l’emergenza sanitaria in corso. Il tasso di elettrificazione globale si aggirava intorno ai 90% nel 2018, soprattutto in America Latina, Caraibi e Asia. Tuttavia, nell’Africa Subsahariana ancora il 53% della popolazione non ha accesso all’elettricità. I finanziamenti internazionali per i paesi in via di sviluppo hanno riguardato soprattutto l’energia idroelettrica, seguita da solare, eolica e geotermica.

            In Europa, le strategie su questo tema riguardano la sicurezza e l’efficienza energetica, il mercato energetico integrato e la decarbonizzazione dell’economia. La strategia della Commissione Europea per il 2030 nel Climate & Energy Framework, rispecchia la volontà di ridurre le emissioni di gas serra del 40%, portare al 32% le quote di energie rinnovabili e migliorare del 32,5% l’efficienza energetica. Per raggiungere questi obiettivi, l’Europa dovrebbe dipendere molto meno dalle importazioni di energia fossile come gas naturale, petrolio e carbone. Lo scopo dell’Europa è diventare un’economia climaticamente neutra per il 2050, nonostante le disparità energetiche dei Paesi presenti al suo interno. Per assicurare che il progresso verso l’obiettivo prefissato sia raggiunto, gli Stati membri sono tenuti a elaborare delle strategie nazionali a lungo termine.

            Nel caso dell’Italia, nel Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima 2030, il Governo ha definito le seguenti linee di intervento: decarbonizzazione, efficienza e sicurezza energetica, ricerca e innovazione. Inoltre, è stato confermato un taglio delle emissioni del 37%, ben al di sotto del 50% previsto dal Green Deal europeo. Nel “Decreto Rilancio” è stato introdotto un incentivo fiscale del 110% per le opere che rendono gli edifici più efficiente da un punto di vista energetico. Inoltre, verranno sostenute anche le installazioni di impianti fotovoltaici e di sistemi di accumulo energetico, oltre ai punti di ricarica per veicoli elettrici. Oltre a questi sostegni economici, sono state elaborate delle agevolazioni per l’acquisto di autovetture a basse emissioni, biciclette e rottamazione di vecchi veicoli considerati inquinanti. L’11 settembre 2020, nel “Decreto Semplificazioni” sono state proposte delle misure per l’attuazione del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima, in cui sono state previste l’istallazione e la gestione di punti di ricarica per i veicoli elettrici nei Comuni (un punto ogni mille abitanti) e lo snellimento delle procedure per l’adeguamento degli impianti di produzione e accumulo di energia.

            Le strategie elaborate a livello internazionale derivano dalla volontà di influire sul cambiamento climatico, che genera una serie di problematiche sociali, economiche e ambientali in tutto il mondo, indipendente dallo sviluppo della popolazione o del paese di riferimento. L’Europa invece, si è sempre mostrata interessata a diventare uno esempio nell’attenzione alle questioni ambientali. Infine, l’Italia fatica a portare avanti delle iniziative green a discapito dei suoi abitanti e delle problematiche ambientali. In tutto ciò, è di fondamentale importanza che i cittadini si sensibilizzino sulle conseguenze delle loro azioni sull’ambiente e abbiano accesso alle energie rinnovabili.